domenica 7 giugno 2009

Domande esistenziali

In un anno ci sono 12 mesi, giusto?

Sì, ma quando è bisestile ce ne sono 13 ...

mercoledì 3 giugno 2009

La gravidanza

A:Ultimamente mi alzo ogni 10 minuti per andare in bagno…
B: Guarda che è normale se hai molta pipì. Anche io ultimamente ne ho tanta. Credo che sia la pioggia a stimolarla.
C:Ed io che pensavo che fosse solamente incinta…

Un classico

A: Ti ha chiamato X. Ha chiesto se lo telefoni.
B: Sì, prima però scendo il cane che lo piscio...

Le scoperte della femminilità

Quando ho il ciclo perdo sempre sangue (ma va?) ed ho sempre il ferro molto basso (ma ri-va?). Devo farmi vedere. (sì, e mi raccomando. Uno bravo questa volta!)

martedì 2 giugno 2009

Introduzione e sopravvivenza

Ogni persona su questo pianeta ha un modo tutto suo di esprimersi e di parlare che, oltre al DNA, la rendono unica.
La voce profonda, il dialetto locale, una vocale molto aperta, un leggero balbettio…
Queste sono solo piccole sfaccettature che diventano invisibili di fronte al grande mistero della lingua italiana.
Mi è capitato spesso, infatti, di prendere figli per fiaschi, mentre ascoltavo una collega, nella speranza vana di vedere un limite alla sua stupidità molesta.
Anni e anni buttati nel cesso della stazione. Soldi spesi per studi dai risultati decisamente inesistenti, e abilità impiegatizie pari a quelle del mio cane (alias piccola Belzebù), il quale, tutto sommato, credo che sia in grado di usare un linguaggio decisamente più forbito di tantissimi altri esseri umani.
I luoghi di lavoro sono diventati una specie di inno all’ignoranza, ed alimentano gli introiti delle case editoriali, che approfittano di questa stoltezza per ricavarne pagine di soldi, e tristi, ma veri, sprazzi di ignoranza sottoforma di satira.
Come biasimarli, dopo tutto?
Purtroppo l’ignoranza sta diventando un male praticamente incurabile, ed è importante che non venga protetta tra le mura di un ufficio grigio e spento, o nascosta dietro i banchi di scuola, sporchi di merendine e ragazzini puzzolenti.
Ogni giorno molti programmi televisivi accusano pubblicamente i serial killer, le scelte dei politici, le sbagliate abitudini alimentari...
E agli ignoranti cosa succede?
Dopo venti anni trascorsi a lavorare nello stesso ufficio, di cui almeno 15 passati davanti allo stesso computer della stessa scrivania, decidono di mettere un’ immagine come dekstop convinti di non doverne pagare le conseguenze.
Anche voi, ignoranti, siete assassini. Uccidete l’italiano, la grammatica e la povera gente che, ogni giorno, è costretta ad ascoltarvi.
E’ per questo, e tanto altro, che meritate la pena peggiore: l’umiliazione pubblica.